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é un
dispositivo che deve essere costruito su misura per ogni paziente da un
laboratorio autorizzato. Il suo uso è fondamentale per la buona
riuscita di protesi totali, protesi complesse
e in alcuni casi di implantologia estesa !
Vista la complessità raggiunta da
alcuni tipi di protesi,
visto il costante progresso tecnologico e la continua richiesta di protesi sempre
più biologicamente compatibili, il dispositivo GlenoForm si
rende sempre più utile per poter avvicinare una protesi
dentaria, alle funzioni che la natura ha generosamente dato al nostro
apparato masticatorio, ma che difficilmente sono raggiungibili
con le tecniche giornalmente impiegate in
odontoiatria.
La compatibilità biologica
oggi tanto ricercata, non consiste solamente nell' inserire
in bocca materiali compatibili con i tessuti umani, ma anche e
soprattutto, nella incorporazione di protesi che siano
rispettose delle dinamiche masticatorie individuali.
L' idea di base
di questo dispositivo non è
nuova, ma fino ad ora, le soluzioni proposte dai vari autori si
sono sempre rivelare di difficoltosa applicazione in quanto,
necessitano di strumenti molto costosi, di molta abilità nella
loro manipolazione e di molto tempo per raggiungere dati attendibili.
Per questi motivi, molti dentisti rinunciano ad applicare queste
procedure, anche perché hanno un discreto costo è non tutti
i pazienti possono apprezzarne il valore.
Il dispositivo GlenoForm, non solo
offre la possibilità di una semplificazione nel rilevare i dati
antropometrici dei pazienti, necessari per la realizzazione
di una buona protesi dentaria, ma consente anche di avere dati
personalizzati.
GlenoForm
non è una macchina, non è un dispositivo in
vendita. GlenoForm
è un sistema costruito
esclusivamente dal nostro laboratorio, per un determinato paziente e
solo a lui dedicato. Dopo l'uso, il sistema viene distrutto
perché è ormai inutile.
Gentili visitatori,
cercheremo di spiegare cosa sia il dispositivo
con parole semplici. Non useremo termini tecnici che non
comprendereste e probabilmente vi annoierebbero, ma è determinante
che comprendiate l'estrema importanza
di avere una protesi in
armonia con il resto del vostro apparato stomatognatico
e vi invitiamo a leggere quanto segue con molta attenzione perché
per voi e per i vostri denti, potrebbe essere di estrema importanza.
Il
dispositivo di rilevamento
ci permette di personalizzare protesi dentarie
importanti, con una precisione raggiungibile con difficoltà per mezzo di
altri metodi, che seppur disponibili, sono molto indaginosi
nella messa a punto, poco affidabili, richiedono apparecchiature molto
costose e molto tempo per rilevare i dati.
Come certamente sapete tutti, i mascellari sono due:
1° Il mascellare superiore. E' parte del cranio e durante la
masticazione non si muove.
2° La mandibola. Ha una forma
grossomodo ad arco ed è l'osso che si muove durante i cicli masticatori.
Come le impronte digitali sono uniche per ogni individuo,
anche la forma delle cavità glenoi e la loro relazione dinamica
con i condili mandibolare, durante gli atti masticatori sono unici per ogni individuo,
è queste sono le differenze individuali che GlenoForm permette di
valutare e registrare.
Fig. 1 e 2. Esistono dei
dispositivi detti "articolatori"- le cui immagini potete
vedere a sinistra - che in qualche modo possono riprodurre
decentemente l'apparato masticatorio di un paziente, ma non
possono riprodurre efficacemente le parti anatomiche più importanti del
mascellare superiore denominate "cavità glenoidee", nel
cui spazio si muovono i condili mandibolari durante la
masticazione.

La zona delimitata dal quadratino della figura a sinistra, è la zona
critica entro la quale si muovono i condili mandibolari.
I movimenti condilari hanno luogo nelle cavità glenoidee, dall'indietro
in avanti e dall' alto in basso, guidati dalle specifiche
curvature di queste cavità che non solo possono essere
diverse tra destra e sinistra, ma sono sicuramente diverse
da un individuo all'altro e questo è un problema, in quanto, gli articolatori hanno valori medi poco modificabili dall' operatore e
sappiamo bene che in genere quando si parla di medie, nella realtà,
si è quasi sempre al di fuori dei valori reali perché o si è al di sopra
o si è al di sotto. Il dispositivo
,
ci permette di rilevare realisticamente e dinamicamente, sia le
dimensioni, sia le curve sia le inclinazioni delle due
cavità glenoidee entro le quali i condili mandibolari si debbono
muovere.
Gli articolatori a valori medi possono imitare grossolanamente
le cavità glenoidee, ma non possono in nessun modo riprodurre
esattamente la loro forma e la loro inclinazione, che come già detto,
sono specifiche per ogni paziente.
Questa limitazione si potrebbe
riflettere negativamente sull' efficienza e sulla durata delle
protesi, in quanto, i percorsi masticatori dei denti inferiori rispetto
ai denti superiori, debbono avvenire in perfetta armonia con le
curve, la forma e le inclinazioni delle due cavità glenoidee, di
destra e di sinistra.
In altre parole.
Se durante i cicli masticatori, i percorsi
relativi tra i denti superiori e quelli inferiori, non sono in armonia
con le curve delle cavità citate, è possibile che si
verifichino traumi non ben individuabili in un primo momento, ma molto
dannosi per: le mucose che
supportano una protesi totale, per gli eventuali denti pilastro di
una protesi fissa e
per gli eventuali impianti in titanio.
Anche inopportuni ed
eccessivi carichi dinamici laterali sono dannosi, sia per i denti
pilastro, sia per gli impianti, e anche in una protesi
totale, in caso di carichi eccessivi, le ossa mascellari potrebbero
subire riassorbimenti anche rapidi.
Anche la forma e la posizione dei denti
nelle rispettive arcate dentarie è unica per ogni individuo. Non
esistono due individui con denti eguali, che stiano nella
stessa posizione nelle arcate. Anche la forma delle arcate
dentarie è diversa da individuo a individuo, tanto è vero che in
medicina legale, i denti possono essere usati per il riconoscimento di
un individuo come avviene con il DNA.
Anche la forma delle superfici occlusali dei denti ( le
superfici masticatorie ) non è eguale per tutti, deve
rispettare le dinamiche masticatorie individuali e dunque, se la forma,
la posizione dei denti, la loro disposizione lungo le arcate dentarie,
la relazione reciproca delle arcate e la stessa loro forma non è
in armonia con la forma e l' inclinazione delle cavità glenoidee,
la protesi di un soggetto, non può raggiungere che una percentuale di
efficienza masticatoria anche di molto inferiore al 100% di quella
naturale.
In questo caso, per
triturare efficacemente il cibo, tutto l' apparato stomatognatico è
sottoposto ad un super lavoro che si riflette negativamente sugli
apparati di supporto, che siano le mucose, i denti pilastro o gli impianti in titanio.
In casi non rari, il paziente potrà avere, anche a distanza di tempo
dall' applicazione della protesi, dei
disturbi in altri distretti corporei, disturbi che spesso possono essere
ignorati perché non si pensa possano derivare da una protesi poco
idonea.
Dinamica del
condilo SINISTRO
In questo disegno animato si può
vedere il percorso che fa il condilo
sinistro
durante i cicli masticatori. (In grigio, è rappresentato il menisco che segue il condilo nei suoi
movimenti di vai e vieni) Notare che,
il condilo non ha dei movimenti solo assiali ( come la
cerniera di una porta ) ma durante l' apertura mandibolare, scivola
lungo la cavità glenoidea che oltre ad avere una curva e una forma
specifiche per ogni individuo, ha anche una inclinazione che
varia da soggetto a soggetto e che può essere anche diversa tra il lato
destro e quello sinistro. A
causa delle limitazioni dei comuni articolatori a valori medi,
questi strumenti non possono in nessun modo riprodurre esattamente
le cavità glenoidee di un determinato paziente, anche se possono
vagamente imitarle.
(Consentire il contenuto
bloccato per vedere l' immagine in movimento)
Anche la sovrapposizione
degli incisivi è determinante per il percorso dinamico tra le
arcate. La sovrapposizione degli incisivi la può stabilire il
dentista ma l'inclinazione e la forma delle fosse glenoidee sono
personali per ogni paziente.
Nel nel movimento protrusivo, i molari si allontanano tra di loro con un
percorso che dipende dalla sovrapposizione degli incisivi ma anche
dalle inclinazioni delle cavità glenoidee e se in laboratorio
queste inclinazioni non sono riportate correttamente, in bocca,
durante i cicli masticatori, i molari e le articolazioni temporo-mandibolari ( ATM ) potranno entrare in conflitto tra loro e subire
traumi che a lungo andare portrebbero arrecare a danni anche difficilmente
reversibili.
Comparazione tra una cavità glenoidea vera ( a sinistra )
e quella di un articolatore a valori medi ( a destra ).
Come si può osservare nelle figure, il condilo reale, durante l'apertura
mandibolare compie un tragitto sinuoso, mentre su un articolatore
a valori medi, il tragitto è sempre approssimantivo, mai
eguale a quello reale.
permette di copiare pantograficamente le cavità
glenoidee di un paziente e
di
ricrearle su un articolatore da laboratorio.
In questo caso, ci troviamo nelle condizioni ideali per poter
costruire una protesi che
rispetti l' anatomia, la fisiologia e dunque, anche le dinamiche
masticatorie di un paziente.
Questo dispositivo però, non può essere impiegato per piccole
protesi. Il suo uso è produttivo solo per protesi
totali (dentiere), protesi fisse importanti
e in alcuni tipi di protesi implantari.

Il nome di questo dispositivo deriva da due parole:
"Glenoide" e "Formazione", a significare che è
in grado di rilevare i parametri di forma e di inclinazione
delle cavità glenoidee, pantografarle in materiale simile
all'osso, leggendo i parametri di quelle naturali e inserirli in un
comune articolatore a valori medi, trasformandolo in un
articolatore a valore individuale.
Con il dispositivo
è possibile fare in modo che un comune articolatore a valori
medi (che potete vedere in figura 1 e 2 ),
possa lavorare con i parametri delle cavità glenoidee rilevate su un
determinato paziente.
Ma c'è di più, e non è poco !
Quando nei casi in cui l'esatta relazione tra
mascellare superiore e mandibola non è conosciuta a causa della perdita
di tutti i denti (negli edentulismi) o anche nei casi di grosse
ricostruzioni dove questa relazione si è persa per un tardivo o errato
intervento protesico, è possibile ristabilire l' esatta relazione
tra i due mascellari, in modo automatico. E' il
paziente stesso, che in una fase ben precisa, durante opportuni
movimenti mandibolari, ci da la possibilità di ritrovare e fissare
la primitiva interrelazione dei mascellari e cioè, la relazione di
quando egli aveva tutti i denti in bocca.
Accade spesso che a causa della
perdita di tutti i denti, risalente a tempi lontani, o a
causa di protesi realizzate in relazione intermascellare errata,
non solo le
protesi totali siano meno
efficienti e diano problemi di instabilità, ma siano
anche la causa di un riassorbimento osseo più rapido dei mascellari.
Se in protesi fissa
questa relazione intermascellare è errata, durante gli atti
masticatori, i carichi si trasmettono ai supporti dentari in modo
anomalo, non fisiologico, e la loro resistenza nel tempo
sarà minore e come già detto, potrebbero verificarsi anche danni
all' articolazione temporo-mandibolare ( ATM )
Se poi parliamo di protesi su impianti,
in casi di anomali rapporti intermascellari, le cose possono peggiorare
e di molto.
Generalmente la causa di perdita di impianti, anche
ben inseriti, è dovuta ad errati rapporti occlusali tra le due
arcate o protesi dentarie incongruenti.
Altri disturbi da errata interrelazione mascellare possono rendersi
evidenti, se non subito, anche dopo un certo periodo.
Sappiamo ormai da tempo, che i cattivi
rapporti di questo tipo, possono influenzare negativamente, non
solo i muscoli masticatori, ma a lungo andare, anche avere effetti
molto negativi
su tutta la catena muscolare che determina
la postura di un individuo.
Spesso si va dall'ortopedico a causa di dolori cervicali,
o per dolori alla spina dorsale, ma non si pensa alle possibili origini
stomatognatiche di quei disturbi. La prima
cosa da fare quando si hanno cefalee persistenti,
dolori cervicali, dolori di schiena o postura errata ... è andare
dal dentista per farsi controllare l'occlusione.
Il dispositivo
dovrebbe essere sempre impiegato nei casi di medie e grandi
ricostruzioni, nei casi di protesi totali, nei casi di
protesi fisse che interessino molti elementi e in casi particolari, in
implantologia.
non è un dispositivo in vendita, perché deve
essere costruito appositamente dal
nostro laboratorio
in base ai rilevamenti che il dentista acquisisce
nella bocca del paziente ed è utilizzabile esclusivamente
per un solo soggetto.
Il nostro studio ha l' esclusiva per il
GlenoForm
System.
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